Sogno di una società umana ferita: Il bisogno di una Pace organizzata

Sogno di una società umana ferita: Il bisogno di una Pace organizzata

Il giorno 19 maggio 2015, nell’Auditorium “V. Vitolla” della sede del nostro Istituto ITC C.Colamonico, si è tenuto un Convegno sul primo Centenario della Grande Guerra. La manifestazione è stata organizzata dai ragazzi delle classi 4^ A AFM , 5^ A AFM e 4^RIM, 5^RIM, con la guida delle insegnanti di italiano e storia Anna Di Gioia e Isabella Campanile.E’ stata una manifestazione all’insegna del ricordo dei giovani italiani e stranieri caduti in guerra. Fulcro del convegno è stato l’importanza della pace come valore universale di fratellanza. Sono intervenuti il Generale Michele Torres e il Tenente Colonnello Donato Marasco.

Il primo, con l’ausilio di una presentazione di schede ben accurate ci ha presentato l’Italia in guerra mentre il secondo ci ha illustrato la struttura del Sacrario Militare D’Oltremare di Bari. Sono state spiegatele cause, le problematiche e i vari aspetti storici, economici e politici che la nostra Nazione ha dovuto affrontare.
Nel corso della manifestazione sono state lette poesie di G. Ungaretti, W. Owen, W.B. Yeats, Apollinarie , lettere originali scritte da madri al Re, una lettera testamento di un tenente al fronte, il documento “l’Italia s’è desta” e il brano “Un inutile strage”di Papa Benedetto XV.Le letture sono state accompagnate dalla proiezione di immagini risalenti a quell’epoca e da “La canzone del Piave” e dal coro “Ta Pum”.Succesivamente, sono state lette le riflessioni degli alunni.

Al termine abbiamo posto varie domande al Generale ed al Tenente relative alle tematiche del convengo stesso, ottenendo risposte e spiegazioni esaurienti da entrambe le cariche militari. Infine, per ricordare tutti i caduti è stata cantata la canzone “La guerra di Piero”di Fabrizio De Andrè e l’Inno di Italia, che ha chiuso la manifestazione all’insegna della Pace e dell’Unità Nazionale. E’ stata una giornata piena di emozioni, che ha offerto lo spunto per rifletterenon solo sulla guerra passata ma su quelle presenti che attanagliano ilnostro Pianeta.

Di seguito riportiamo le riflessioni sulla Pace scritte dall’alunna Savino Alessandra:” La guerra sconvolge il corso dell’esistenza, cancellando ogni altra preoccupazione. La guerra, tuttavia, non cambia nulla: nè il mondo, nè gli uomini. “Perchè è vero, tutte le guerre sono un’inutile strage: ma si dà il caso che esse abbiano quasi sempre un notevole effetto di cambiare il mondo. “Ed è per questo che meritano di essere ricordate e studiate dalla storia. Ma studiate storicamente, appunto. Oggi, non ci curiamo più di Stati,di popoli e di Nazioni e dei loro eventuali diritti, dal momento che i soli diritti che ci interessano sono quelli dell’individuo: cosicché, imbevuti di essi, ogni costrizione e ogni disciplina ci appaiono insensate e disumane, comunque sempre inutili. Mase è vero che ad ogni fatto del passato non possiamo che guardare con inostri valori, è pur vero che tale prospettiva dovrebbe però trovare ilsuo limite nella capacità di calarci nel passato stesso, di storicizzare, come si dice. Di non giudicare meccanicamente le cose di ieri con il metro di oggi. Ai milioni di morti della Grande Guerra e al loro sacrificio almeno questo lo dovremmo. Penso che la Pace sia quel valore universale che tutti desiderano ma che pochi sono disposti a lottare veramente per ottenerla. Ogni giorno il nostro mondo è attanagliato da guerre sanguinose, scoppiate solo per scopi politici, economici e religiosi che coinvolgono intere popolazioni civili. Nonostante siano passati 100 anni dal primo conflitto mondiale e 70 annidal secondo, l’uomo non ha ancora compreso quanto sia importante la pace, la fratellanza e l’unità del popoli. Siamo tutti esseri umani, senza distinzioni di colore della pelle, di paese d’origine e di orientamento religioso. La Pace è quella speranza che ci permette di guardare lontano. La Pace è libertà di azione, di pensiero, di parola, di inclusione senza limiti nè pregiudizi. La Pace è camminare a testa alta con la consapevolezza e la volontà che le atrocità e gli sbagli delpassato non debbano ripetersi più. ”

Alessandra Savino
classe IV A-AFM

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